1.jpg

Qualità dell'olio umbro

e tipologie di piante

L’Umbria è una terra profondamente legata all’olivo. Basta attraversare le sue colline per incontrare distese di piante che accompagnano borghi, casali e paesaggi rurali, raccontando una tradizione agricola che si tramanda da generazioni.

L’olio extravergine di oliva umbro rappresenta uno dei prodotti simbolo della regione, apprezzato per il suo carattere, i profumi intensi e quell’equilibrio tra fruttato, amaro e piccante che può assumere sfumature differenti a seconda del territorio e, soprattutto, delle varietà di olive utilizzate.

L’Umbria è stata inoltre la prima regione italiana a ottenere il riconoscimento della DOP per l’olio extravergine di oliva esteso all’intero territorio regionale, articolato in cinque diverse menzioni geografiche: Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli Amerini, Colli Orvietani e Colli del Trasimeno.

Perché l’olio umbro è così particolare?


Uno dei segreti dell’olio umbro si trova proprio nel territorio. L’olivicoltura regionale si sviluppa frequentemente in zone collinari, con terreni e microclimi che possono cambiare anche a distanza di pochi chilometri. In molte aree gli olivi crescono su pendii, terrazzamenti e terreni sassosi, creando paesaggi che nel corso dei secoli sono diventati parte integrante dell’identità dell’Umbria.

Un esempio emblematico è la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, che attraversa territori come Spello, Foligno, Trevi e Campello sul Clitunno e dove gli oliveti caratterizzano fortemente il paesaggio collinare.

A influenzare il risultato finale sono poi le cultivar, ovvero le differenti varietà di olivo coltivate.

Secondo i dati regionali, tra le varietà maggiormente coltivate in Umbria troviamo soprattutto Moraiolo, Leccino e Frantoio. Accanto a queste esistono cultivar fortemente legate a specifiche aree del territorio, come Dolce Agogia, San Felice e Rajo.

Moraiolo: una delle anime dell’olio umbro


Il Moraiolo è probabilmente una delle cultivar che meglio rappresentano l’olivicoltura dell’Umbria.
È particolarmente diffuso nell’area centrale e orientale della regione e riveste un ruolo fondamentale, ad esempio, nella DOP Umbria Colli Assisi-Spoleto, dove deve rappresentare almeno il 60% delle varietà impiegate secondo il disciplinare.

Il Moraiolo tende a produrre oli di grande personalità, caratterizzati da un fruttato evidente e da sensazioni amare e piccanti ben riconoscibili.

È proprio questo carattere deciso a renderlo particolarmente interessante a crudo, sulle classiche bruschette, sulle zuppe di legumi, sulle verdure, sulla carne e su molti piatti della cucina tradizionale umbra.

Frantoio: eleganza ed equilibrio


Il Frantoio è una delle varietà di olivo più conosciute in Italia ed è ampiamente presente anche in Umbria. È una cultivar particolarmente apprezzata per la qualità dell’olio che riesce a produrre e viene spesso utilizzata insieme ad altre varietà per creare oli equilibrati e aromaticamente complessi. Il suo contributo può rendere il profilo dell’extravergine più armonico, con piacevoli sensazioni vegetali e fruttate.

Insieme a Moraiolo e Leccino rappresenta una delle varietà maggiormente coltivate sul territorio regionale.

Leccino: morbidezza e versatilità


Un’altra cultivar estremamente diffusa è il Leccino. Rispetto al carattere spesso più deciso del Moraiolo, il Leccino tende generalmente a contribuire alla produzione di oli più delicati ed equilibrati.

Proprio questa caratteristica lo rende particolarmente interessante negli assemblaggi tra cultivar differenti, perché permette di ottenere extravergini armonici e versatili.

La presenza del Leccino è prevista nelle diverse sottozone della DOP Umbria, con percentuali che cambiano in base al territorio di produzione.

Dolce Agogia: la cultivar del Trasimeno


La Dolce Agogia è una delle varietà più caratteristiche dell’area del Lago Trasimeno. È strettamente legata al territorio dell’Umbria settentrionale e occidentale e contribuisce all’identità degli oli prodotti sulle colline che circondano il lago. Nella DOP Umbria Colli del Trasimeno la Dolce Agogia rientra infatti tra le cultivar previste dal disciplinare, insieme soprattutto a Frantoio e Leccino.

Gli oli di quest’area possono presentare un profilo fruttato accompagnato da sensazioni di amaro e piccante generalmente equilibrate, risultando particolarmente piacevoli anche in abbinamento con verdure, zuppe e piatti a base di pesce di lago.

San Felice: l’olivo dei Colli Martani


La cultivar San Felice è particolarmente legata alla zona dei Colli Martani, nel cuore dell’Umbria. È proprio uno degli elementi che contribuiscono a distinguere la produzione di quest’area da quella delle altre sottozone regionali.

Nel disciplinare della DOP Umbria Colli Martani, San Felice, Frantoio e Leccino possono costituire una parte importante della composizione varietale, mentre il Moraiolo deve essere presente in misura significativa.

È un esempio molto interessante di come le varietà locali contribuiscano a creare oli che non sono semplicemente “umbri”, ma che possono esprimere in maniera ancora più precisa il territorio in cui vengono prodotti.

Rajo: una varietà storica dell’Amerino


Nel sud dell’Umbria troviamo invece il Rajo, particolarmente rappresentativo del territorio Amerino. Gli olivi di questa zona costituiscono un patrimonio paesaggistico e agricolo importante e possono comprendere anche esemplari di grande età. Il Rajo viene associato a oli caratterizzati da una personalità marcata, con profumi complessi, sensazioni vegetali, note che possono ricordare la mandorla e una componente piccante nel finale.

È una delle cultivar che testimoniano meglio quanto la biodiversità dell’olivo sia importante per conservare l'identità delle diverse zone dell’Umbria.

Un territorio, cinque anime dell’olio


Una delle caratteristiche più interessanti dell’olio umbro è proprio la sua varietà. La DOP Umbria identifica cinque sottozone:

  • Colli Assisi-Spoleto, dove il Moraiolo assume un ruolo particolarmente importante;

  • Colli Martani, caratterizzati dalla presenza anche della cultivar San Felice;

  • Colli Amerini, territorio in cui troviamo anche il Rajo;

  • Colli Orvietani, dove convivono varietà come Moraiolo, Frantoio e Leccino;

  • Colli del Trasimeno, area fortemente legata alla Dolce Agogia insieme a Frantoio e Leccino.


Ogni zona possiede condizioni climatiche, terreni, cultivar e tradizioni produttive differenti. È proprio dall'interazione tra questi elementi che nascono oli con caratteristiche sensoriali diverse.

Non esiste quindi un solo “olio umbro”

Parlare dell’olio dell’Umbria come se fosse un unico prodotto sarebbe riduttivo. Un extravergine prodotto sulle colline di Trevi può esprimere caratteristiche differenti rispetto a uno proveniente dal Trasimeno, dall’Amerino o dall’Orvietano.

Cambiano il terreno, l’altitudine, il clima, le tecniche di coltivazione e soprattutto le varietà di olive.

Ed è proprio questa diversità a rappresentare una delle principali ricchezze dell’olivicoltura umbra.

Conoscere il nome delle cultivar significa quindi imparare a comprendere meglio ciò che troviamo all’interno di una bottiglia: Moraiolo, Frantoio, Leccino, Dolce Agogia, San Felice e Rajo non sono semplicemente differenti piante di olivo, ma differenti espressioni di un territorio.

Condividi adesso
Contatti

Non esitare a contattarci
per maggiori informazioni


Siamo a tua disposizione per ogni chiarimento, per prenotare la tua molitura o per farti conoscere il nostro olio e i nostri servizi, puoi chiamarci telefonicamente o contattarci tramite Whatsapp.

+393717652407 WhatsApp

Se preferisci puoi inviarci la tua richiesta compilando il modulo con i tuoi dati


Formula di acquisizione del consenso dell'interessato
Informativa Privacy Modulo ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679
Informativa Privacy Newsletter ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679
L'interessato acquisite le informazioni dal Titolare, presta il consenso per le finalità sotto riportate.

I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.